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Le malattie renali nel cane e nel gatto

Le malattie renali nel cane e nel gatto dal punto di vista del medico veterinario: visita, diagnosi, cibi secchi ed umidi dedicati ed integratori alimentari.

 

La visita clinica – I sintomi “campanello di allarme”

Spesso e volentieri vengono portati in clinica cani e gatti che apparentemente sembrano stare bene, ma la visita clinica e le domande del veterinario possono portare ad un sospetto diagnostico di insufficienza renale proprio quando il proprietario non se lo aspetta.

Il veterinario si trova di fronte ad un paziente il cui proprietario riferisce un dimagrimento repentino in un soggetto che sembra però stare bene, oppure eliminazioni improprie di urina e più frequenti, con aumento della sete.

Tutti questi sintomi, che potrebbero far pensare a tutt’altro, in realtà potrebbero celare una sofferenza renale che di li a poco, se non presa in tempo, potrebbe sfociare in una forma grave ed irreparabile di malattia.

Di seguito vi elencherò tutti quei possibili sintomi che dovrebbero mettere in allarme il proprietario.

I sintomi:

  •     Poliuria/Polidipsia (più pipì e più sete)
  •     Anoressia
  •     Letargia
  •     Vomito
  •     Calo di peso
  •     Nicturia (fare pipì anche di notte)
  •     Coprostasi (difficoltà a defecare)
  •     Diarrea
  •     Cecità acuta
  •     Convulsioni o coma

Da non sottovalutare la predisposizione di talune razze sia nel cane che nel gatto, pertanto quando si possiede un animale, a meno che non si tratti di un meticcio, è anche importante conoscere le patologie legate alla razza.

Come si può vedere dall’elenco, i sintomi sono molteplici e soprattutto non si presentano quasi mai tutti insieme, motivo per cui il proprietario tende a non identificare un problema serio che invece il veterinario può portare alla luce.

 La diagnosi

Dopo la visita clinica e la presenza di alcuni sintomi che potrebbero mettere in allarme il veterinario, si procede con le indagini diagnostiche che sono le seguenti:

  •         Ecografia addominale
  •         Esami del sangue
  •         Esame delle urine con sedimento
  •         Esame SDMA

Andiamo quindi a spiegare punto per punto le indagini sopra elencate.

Ecografia addominale

L’ecografia è un mezzo diagnostico che valuta il rene nella sua forma, dimensione e struttura.

Questo tipo di indagine però non mette a nudo quella che è la funzionalità dell’organo; con questo non si pensi che non sia un esame utile, ma serve per valutare la presenza di eventuali calcoli, forme tumorali ed alterazioni strutturali che comunque potrebbero alterare la funzionalità renale stessa.

Esame del sangue

Gli esami del sangue servono invece per valutare la funzionalità degli organi, in generale, e nello specifico i parametri che indicano la funzionalità renale sono la BUN e la CREA, o meglio conosciute come urea e creatinina.

Questi due marker specifici, associati agli elettroliti (Sodio, Potassio e Cloro) ed all’esame delle urine, possono dare una valutazione iniziale della funzionalità renale, anche se ultimamente le nuove ricerche hanno dimostrato che questi valori si impennano solo quando la malattia renale è ad uno stadio medio-avanzato, pertanto è stato introdotto un nuovo indicatore precoce di perdita della funzionalità renale: L’SDMA

Esame delle urine con sedimento

L’esame delle urine con il sedimento valuta tutta una serie di alterazioni a carico delle urine che possono indicare un’alterazione del rene come filtro. Un esempio classico è l’aumento delle proteine urinarie e del peso specifico. Inoltre anche la presenza di cristalli e di calcoli vescicali e/o urinari possono provocare la sofferenza del filtro renale.

Esame SDMA

L’SDMA è un esame di valutazione di insufficienza renale molto precoce, basta pensare che la Creatinina conosce variazioni quando il rene perde il 75% della sua funzionalità, mentre l’SDMA si altera già ad una perdita di funzionalità pari al 25%.

E’ facilmente deducibile che questo esame, associato alle precedenti indagini ci da un quadro ben preciso ma soprattutto precoce di malattia renale.

 Cibi, mangimi medicati ed integratori

 Arrivati quindi ad una diagnosi precoce o tardiva di malattia renale, arriva infine il momento di dover ritardare il più possibile la degenerazione renale e questo lavoro lo fanno, in interazione, cibo ed integratori.

E’ bene prima di tutto precisare che quando parliamo di integratori alimentari, si è spesso portati a sottovalutarli come terapia vera e propria, ma in realtà questi sono fondamentali. Quindi tutti i proprietari che dovessero trovarsi di fronte alla prescrizione di integratori, non devono assolutamente pensare che il loro animale possa farne a meno.

Chiarito questo importantissimo punto, è altrettanto importante comprendere che l’alimentazione specifica per l’insufficienza renale non va sospesa, ne tantomeno integrata con cibo casalingo o non prescritto, tranne diversa indicazione del veterinario.

Solitamente i cibi, di qualsiasi marca siano, vengono identificati con la scritta “RENAL” e questo vale sia per il cibo secco che per l’umido.

Questi alimenti sono una vera e propria terapia per curare i problemi renali, pertanto non vanno mai sostituito o interrotti, a meno che non sia il medico a deciderlo.

A questi alimenti vanno aggiunti gli integratori alimentari di cui parlavo prima. Gli integratori alimentari si possono trovare in diverse formulazioni, pasta, liquido, in perle, in compresse o polvere a seconda di come risulta più comodo da somministrare all’animale.

Sono quasi tutti a base di Ω3 ed Ω6, EPA e DHA, tutti elementi che servono a ritardare il processo degenerativo del rene.

Concludendo, è facile dedurre che la malattia renale è un killer silente che, se scoperta in tempi prematuri, può essere gestita a lungo termine, migliorando notevolmente la qualità di vita dell’animale, senza un eccessivo stress per il proprietario.

PROFILO BOX (1)

Angela Cianciotta

(Medico veterinario esperto in ematologia e medicina trasfusionale)

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