Blog

Cosa è cambiato nel binomio cane-padrone dopo il lockdown? Come sarà il ritorno alla normalità?
Lo abbiamo chiesto alla nostra esperta, nonché educatrice cinofila, Barbara Cufino.

 

Il 2020 è stato un anno “insolito” e complicato non solo per noi umani, ma anche per i nostri animali domestici. La pandemia legata al coronavirus ha cambiato radicalmente le nostre abitudini: siamo stati privati della nostra libertà e costretti a condividere gli stessi spazi per lunghi periodi, senza poter fuggire all’aria aperta, se non per motivi di comprovata necessità.

Da alcuni studi condotti, in questo periodo, si evince che siano stati soprattutto i nostri cani a risentire del repentino cambio di routine familiare e domestica, in quanto piuttosto abitudinari per natura; per loro, che non possono fare a meno di seguire regole e orari per modulare il loro comportamento e la loro vita, questo periodo si è rivelato particolarmente stressante.
Molti proprietari hanno, infatti, notato un cambiamento nel comportamento del proprio amico a 4 zampe, come ad esempio la ricerca di più attenzioni, coccole e affetto, ma anche la propensione ad abbaiare maggiormente o all’essere ansioso e agitato.

Lockdown: Pro e Contro

 

Il lockdown, pertanto, ha consentito ai nostri amici a quattro zampe di godere
maggiormente del nostro tempo, della nostra compagnia, delle nostre coccole ed attenzioni; in alcuni casi ha anche rafforzato il legame con i proprietari.

Di contro, però, ha posto loro forti limitazioni, tra tutte la mancanza di attività
all’aperto, di lunghe passeggiate e del gioco coi propri simili.

I cani amano la routine, le coccole, mangiare, uscire per una passeggiata con il proprietario, ma soprattutto essere liberi di correre e giocare nel verde e, in epoca di quarantena e limitazioni, tutto questo è mancato.

Ora che, però, la fase del lockdown è stata superata quali sono le conseguenze che i nostri amici a quattro zampe si portano dietro?
Le restrizioni sono state ridotte, i nostri cani sono stati e sono in grado di gestire serenamente un nuovo distacco dal proprietario?

Per molti cani il ritorno alla normalità è stato fonte di stress, per via dell’improvvisa solitudine in casa. Nel periodo post lockdown, infatti, gli educatori cinofili hanno ricevuto tantissime richieste di aiuto da parte dei proprietari di cani, in particolare per l’insorgenza di ansia da separazione.
L’ansia da separazione è un “problema comportamentale” dovuto all’incapacità, del cane, di gestire correttamente l’allontanamento, seppur temporaneo, del proprietario.
Il primo passo per risolvere questa problematica è sicuramente riconoscerla: abbai, vocalizzi, ululati, ipersalivazione, perdita di appetito, irrequietezza, iper vigilanza, eliminazione di feci e urine, comportamenti distruttivi, comportamenti autolesionisti e ossessivi, come il leccarsi compulsivamente, sono alcune delle manifestazioni più frequenti. È bene ricordare, a tal proposito, che i cani non fanno dispetti, ma semplicemente comunicano un disagio.
Ad ogni modo, nei casi di lieve entità, che per fortuna ne rappresentano la maggioranza, tempo, pazienza e corrette regole di gestione bastano affinché il cane si riabitui ai nuovi ritmi.
Nei casi più gravi, invece, è necessario rivolgersi prontamente ad un professionista, quale un educatore cinofilo o un veterinario comportamentalista.

A causa della pandemia sono anche sorti conflitti relazionali tra cani e proprietari.
Infatti, trascorrendo più tempo con i nostri fedeli amici, un po’ per noia e un po’ per pigrizia da parte nostra, le loro richieste di attenzione sono state maggiormente assecondate. Tutto questo ha intaccato il loro “ruolo” all’interno del branco-famiglia; eh sì, perché un cane, per indole, è portato a gestire o controllare spazi, tempi e risorse – tra cui anche noi umani.

Nel post lockdown, quindi, abituati a trascorrere maggior tempo con i proprietari durante la quarantena, molti cani hanno riscontrato difficoltà a ristabilire il proprio “ruolo”, generando in tal modo dei conflitti.

Molti professionisti sono stati, quindi, chiamati ad intervenire per risolvere e superare questi conflitti relazionali, prima che tali conflitti potessero generare problematiche più gravi.

Infine, la mancata socializzazione interspecifica e intraspecifica, durata mesi, ha portato alcuni soggetti a sviluppare un atteggiamento di maggiore diffidenza verso gli estranei e sensibilità ai rumori, oltre ad un minore interesse nei confronti dei propri simili.

Questa mancanza ha indotto, i proprietari, a portare più spesso, nel post lockdown, i loro amici a quattro zampe in strutture cinofile dotate di aree idonee a far loro riscoprire la natura, stimolare le loro capacità olfattive, visive e uditive e a far rivivere l’emozione del gioco con il loro proprietario e con gli altri cani.

Fortunatamente, però, il 2020 sarà ricordato anche come un anno speciale, vissuto all’insegna delle piccole cose: relax, più coccole, maggiore attenzione
all’alimentazione e soprattutto maggior tempo trascorso insieme ai nostri amati cani.

Per molti di noi, infatti, i nostri animali sono stati davvero un efficace antidepressivo!